FAVOLA COVID: COME HANNO ADESCATO CONTE

 


CHERCHEZ L'ARGENT

C’era un incentivo strutturale molto forte per il governo Conte a restare dentro la narrativa dominante del COVID come shock eccezionale e senza precedenti.

Non si trattava di un contratto scritto del tipo “accetti la narrativa ufficiale o non prendi i soldi”. Era più potente: l’intera architettura del Next Generation EU / Recovery and Resilience Facility (RRF) era costruita sull’assunto che si trattasse di una crisi pandemica eccezionale che giustificava debito comune europeo, trasferimenti e deroghe alle regole ordinarie.

I fatti concreti

  • Il governo Conte II era in carica quando, a luglio 2020, si chiuse l’accordo sul Recovery Fund. Conte lo presentò come un successo della linea italiana (“tutelata la dignità del Paese”).
  • L’Italia ha ottenuto la quota più grande in assoluto: circa €194,4 miliardi (mix di grant e prestiti), pari a oltre il 10% del PIL.
  • Per accedere ai fondi serviva un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) che:
    • fosse esplicitamente inquadrato come risposta alle conseguenze socio-economiche della pandemia,
    • rispettasse le priorità europee (verde, digitale, riforme del Semestre europeo),
    • fosse approvato dalla Commissione.

Il governo Conte iniziò la redazione del piano proprio in quella fase (fine 2020 – inizio 2021). Il piano è poi passato ai governi successivi (Draghi e Meloni) con sostanziale continuità sull’impianto di base.

Perché era un incentivo chiaro

Sfidare pubblicamente la narrativa dominante (gravità, eccezionalità, necessità di misure straordinarie) mentre si negoziava e si preparava il più grande pacchetto di aiuti mai ottenuto dall’Italia avrebbe creato frizioni politiche e diplomatiche immediate con Bruxelles e con gli altri Paesi. La giustificazione stessa del debito comune e dei trasferimenti era “questa è una crisi pandemica senza precedenti”.

In altre parole: non c’era bisogno di un incentivo esplicito sui casi o sui protocolli di cura. C’era un incentivo macro-politico molto più grande: l’accesso al più grande flusso di risorse esterne della storia recente dell’Italia era strutturalmente legato all’accettazione del framing pandemico dell’UE.

Questo non dimostra che Conte abbia “recitato” una parte. Dimostra che, dal punto di vista degli incentivi, contestare la narrativa ufficiale mentre si chiedeva il massimo dal Recovery Fund sarebbe stato politicamente costoso.

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