OSA: Relazione Tecnico-Investigativa presentata alla Commissione parlamentare di inchiesta

 Relazione Tecnico-Investigativa presentata alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria da SARS-CoV-2 (XIX Legislatura).

📌 Panoramica del Documento

  • Oggetto: Acquisto, autorizzazione, distribuzione, somministrazione e farmacovigilanza del vaccino Comirnaty BNT162b2 (Pfizer-BioNTech).
  • Autori: Antonio Porto (per il Sindacato OSA Polizia), Dott. Gabriele Segalla (biochimico), Ing. Giovanni Trambusti (ingegnere statistico) e Avv. Roberto Martina (per l'Associazione Avvocati Liberi - United Lawyers for Freedom).
  • Scopo: Sottoporre alla Commissione parlamentare criticità documentali, scientifiche, regolatorie e giudiziarie emerse nel corso di anni di indagini, con un focus specifico sul possibile danno erariale per lo Stato italiano e sulla tutela del diritto alla prova dei cittadini.

🔍 Punti Chiave e Allegazioni Principali

1. Responsabilità Politica e Contrattuale (Il "Mandato" UE)

  • La relazione contesta le dichiarazioni dell'ex Ministro della Salute Roberto Speranza, secondo cui l'Italia non avesse responsabilità diretta perché i contratti furono gestiti dalla Commissione Europea.
  • Si evidenzia che l'Italia, firmando la Commission Decision C(2020) 4192 del giugno 2020, conferì un mandato vincolante alla UE, assumendosi l'obbligo di acquisto (senza avvalersi della clausola di opt-out).
  • Già nel gennaio 2021, il Piano strategico nazionale prevedeva l'arrivo di 226 milioni di dosi per il 2021 (circa 5 dosi per cittadino), un impegno economico preso "al buio", prima dell'Autorizzazione all'Immissione in Commercio (AIC) e della piena conoscenza di efficacia e sicurezza.

2. Interruzione della Videoregistrazione dell'Interrogatorio Speranza

  • Viene sollevata una forte critica istituzionale riguardo all'interruzione della ripresa video durante l'interrogatorio dell'ex Ministro Speranza (3 febbraio 2024) davanti al Collegio per i reati ministeriali.
  • La ripresa, già avviata e tecnicamente funzionante, fu interrotta su richiesta della difesa e accolta dal Collegio senza una motivata impossibilità tecnica, deprivando i cittadini e le parti di una documentazione trasparente di un atto di enorme interesse pubblico.

3. Focus su Comirnaty (Pfizer-BioNTech)

  • La scelta di concentrarsi su Pfizer non è ideologica, ma quantitativa: nei primi due anni di campagna, su 144,3 milioni di dosi somministrate in Italia, il 66,7% (circa 96,3 milioni di dosi) era Comirnaty. Qualsiasi criticità su questo prodotto ha quindi un impatto sanitario e statistico enorme.

4. Criticità Scientifiche e Regolatorie (Studi Segalla e Sterz)

  • Dott. Gabriele Segalla: Solleva dubbi sulla stabilità chimico-fisica delle nanoparticelle lipidiche (LNP) e sul profilo farmacocinetico/tossicologico dell'eccipiente ALC-0315. In particolare, contesta la mancata tracciabilità degli standard analitici utilizzati da Pfizer per validare il metabolismo del composto, rendendo impossibile una verifica indipendente completa.
  • Helmut Sterz (ex tossicologo Pfizer): Evidenzia lacune nel programma preclinico rispetto alle linee guida EMA/ICH (mancanza di studi a lungo termine, tossicità riproduttiva, genotossicità, ecc.).

5. Farmacovigilanza e Dati dei Trial (Consulenza Trambusti)

  • Analisi dei PSUR (Periodic Safety Update Reports): nei primi quattro rapporti sono segnalati 15.101 eventi fatali. Sebbene non equivalgano a decessi causalmente accertati, la relazione sottolinea che tale volume impone analisi approfondite che non risulterebbero essere state effettuate.
  • Discrepanze nei Trial: Vengono evidenziati decessi nel gruppo vaccinato avvenuti prima della data di "cut-off" del trial (14 novembre 2020) ma registrati successivamente con ritardi significativi, alterando la rappresentazione numerica dei dati (da 6-5 a 2-4 tra vaccinati e placebo).
  • Segnalazione di 395 partecipanti "lost to follow-up" (dispersi), di cui 203 prima del cut-off, minando la solidità del confronto a lungo termine.

6. Opacità di EMA e AIFA

  • EMA: Ha pubblicato il primo PSUR (relativo al periodo più critico, dic 2020 - giu 2021) solo nel febbraio 2025, con un ritardo di oltre tre anni e mezzo.
  • AIFA: Ha dichiarato in sede di accesso agli atti (FOIA) e in giudizio di "non essere in possesso" dei PSUR, qualificandoli come riservati. Tuttavia, la relazione dimostra (anche tramite audizioni in Commissione) che AIFA riceveva notifiche automatiche e aveva accesso diretto al repository EMA, rendendo la dichiarazione di "non possesso" gravemente fuorviante rispetto alla reale capacità di conoscenza e controllo dell'Agenzia.

7. Mancata Risposta della Magistratura

  • La relazione denuncia che, a fronte di denunce corredate da consulenze tecniche, richieste di sequestro probatorio di flaconcini, analisi di stabilità e audit dei dati grezzi, la Magistratura non avrebbe svolto gran parte degli accertamenti richiesti, archiviando di fatto le indagini senza una verifica tecnica approfondita.

📋 Richieste alla Commissione Parlamentare

Gli autori chiedono alla Commissione di svolgere quella verifica unitaria mancata nei singoli procedimenti, attraverso:
  1. Ricostruzione contabile completa: Dosi contrattualizzate, opzioni esercitate, consegnate, somministrate, donate, scadute o distrutte, e costo effettivo sostenuto dallo Stato, per valutare un eventuale danno patrimoniale erariale.
  2. Acquisizione di dati grezzi: Trial clinici, audit trail, Case Report Forms, dati LC-MS/MS sull'ALC-0315, log del repository PSUR e e-mail interne AIFA (nella loro versione originale forense).
  3. Audizioni tecniche: Ascolto dei consulenti Segalla, Trambusti e Sterz, anche in contraddittorio con le autorità regolatorie.
  4. Verifica della politica terapeutica: Confronto oggettivo tra le risorse dedicate alla cura dei malati nella prima fase e quelle dedicate all'acquisto anticipato dei vaccini.

💡 Conclusione del Documento

La relazione si chiude affermando che non si tratta di "complotto" o di sostituire una verità con un'altra, ma di una "questione di Stato". Quando sono in gioco miliardi di euro, decine di milioni di somministrazioni e la salute pubblica, la trasparenza e l'accertamento dei fatti senza "zone franche" sono un obbligo costituzionale (artt. 1 e 97 Cost.) verso i cittadini, per verificare se le decisioni siano state prese con informazioni complete e se le autorità di controllo abbiano svolto fino in fondo il loro dovere.

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